• 16 Ottobre 2016

  • Zona: mtb friuli percorsi per bici

  • Difficoltà fisica: mtb friuli percorsi per bici

  • Difficoltà tecnica: mtb friuli percorsi per bici

mtb friuli percorsi per bici

mtb friuli percorsi per bici

Percorso, indicazioni, consigli

Descrizione

Una pedalata nelle stupende Val Dogna, Val Saisera, Val Canale e Val Canal del Ferro nel gruppo dei monti Jôf nelle Alpi Giulie.
Buona parte del tracciato è in comune con altri percorsi: il tratto iniziale coincide con la parte finale della quarta tappa del ConTOUR FVG. Il giro "due giorni" Dogna - Monte Agâr - Sella Bielìga condivide la parte iniziale della Val Dogna. La discesa nella Val Saisera invece ripercorre quanto effettuato nella quinta giornata del ConTOUR FVG. La parte di ritorno infine coincide con parte del percorso internazionale Ciclovia Alpe Adria, Villach (A) - Gemona del Friuli (I).
La zona è esemplare come splendore: i monti principali, lo Jôf di Montasio e Jôf Fuart, percorsi settentrionalmente nel tracciato di questa pagina, si vedono da Sud nel percorso Sella Nevea - Malga Cregnedûl. A Nord invece, nella Val Saisera, il Monte Lussari. La Foresta di Tarvisio, esplorata nel scendere lungo la Val Saisera viene percorsa ancora meglio nel tracciato Valbruna - Sella Prasnig. Nella successiva discesa a valle si passa al di fuori dal paese di Malborghetto, partenza del tracciato due giorni Ciurciule - Malga Cucco, e poi per Pontebba, inizio del giro multidisciplinare Pontebba - Cason di Lanza - Creta di Aip.
Una gita nelle montagne stupende con un misto di asfato su strade secondarie, sterrato, sentiero e pista ciclabile. Difficoltà tecnica e fisica media, adatto al periodo primaverile ed autunnale.

Il percorso inizia nella località di Vidali, in prossimità del paese di Dogna, il quale viene raggiunto in breve lungo la statale Pontebbana: strada ampia e comoda anche per i ciclisti, concede il riscaldamento per la salita che verrà.
Si attraversa il ponte sul Fiume Fella nel centro di Dogna, entrando quindi nell'omonima vallata. Si procede inizialmente nel fondo della valle, parallelamente al torrente, il quale ha scavato un notevole canalone. Proprio per questo dopo circa 3 km dall'inizio la strada sale sul versante Nord della vallata, prendendo quota. Si trova quindi il tratto con pendenza maggiore di tutto lo sviluppo fino all'arrivo alla frazione di Chiutzuquin, dove si attenua. In generale la pendenza non è alta, al massimo attorno all'8%. Notevole il passaggio sul ponte nuovo sul Rio Mas, a fianco al sottostante ponte vecchio.

Si giunge allora al paese Chiout, il principale della vallata, che si riconosce per i resti dei vecchi impianti a fune. Si nota anche lo sterrato verso Nord, passaggio da sterrato ad asfalto nella rapida discesa del due giorni Dogna - Monte Agâr - Sella Bielìga. Al procedere del giro la pendenza si attenua, ma soprattutto aumenta la vista verso il Monte Jôf di Montasio che spicca sopra tutti sulla destra, oltre alle notevoli cascate che seguono sulla sinistra, indimenticabili per la limpidezza dell'acqua.
Si presenta in aggiunta un approssimativo traverso di circa 3 km, con leggere salite e discese. Questo permette l'avvicinamento verso la Sella di Sompdogna.
Dopo il susseguirsi di brevi gallerie, circondate da rocce, boschi e cascate, riprende la salita con piccoli tornanti. Questi portano alla località Plan dei Spadovai, un'ampertura nei prati accerchiati dalla foresta. Segue un'altra ripresa di tornanti, al salire questi escono dall'abetaia, aprendo la vista su tutta la Val Dogna. Davanti la Sella Sompdogna, termine della salita, sul retro la parte percorsa sormontata dalle cime Jôf di Montasio e Monte Cimone a Sud, Jôf di Dogna a Nord-Ovest. Spicca alla fine inferiore della vallata il Monte Zuc dal Bôr, re della Val Alba.
Prosegue la salita con i 100 m di dislivello rimanenti, giungendo senza difficoltà alla Sella Sompdogna. Al di sopra, attorno alla forcella, i monti Jôf di Miezegnot, Monte Piper, il Due Pizzi e lo Jôf di Sompdogna. Cime che contengono e raccontano nell'esplorarle impressionanti vicende della Grande Guerra, incredibili al pensare moderno.

Si prosegue su sterrato con una breve, ripida e rapida discesa, seguita da una salita - circa 50 m di dislivello in tutto - che conduce al Rifugio Grego.
Questo è straordinario per ciò che lo circonda. Di fronte al rifugio la Val Saisera, che scende verso Nord, con il Monte Lussari che si erge a metà. Girando lo sguardo verso destra, direzione Est, si trova la Cima del Cacciatore e poi le Cime delle Rondini, fra di loro la Sella Prasnig. Salgono quindi di quota le cime a Sud, nominate Cima di Riofreddo, Monte Jôf Fuart, Monte Nabois Grande, Modeon del Buinz, Cima di Terrarossa, lo Jôf di Montasio con le Torri Genziana e Palizza ed infine lo Jôf di Sompdogna.

Inizia allora la vera discesa, partendo lungo il prato e imboccando il sentiero. Appena giunti al bordo del bosco è da prestare attenzione: dritto lungo il crinale scende il sentiero CAI 611, da evitare in bici sia per la difficoltà che per la frequentazione dagli escursionisti. Sulla destra invece si trova una mulattiera, inclusa nel percorso per navigatore. Questa ha buon fondo, continuo e largo, agibile in bici nonostante l'esposizione. Una serie di tornanti fa perdere quota, riportando quindi al sentiero 611 ed alla strada sterrata, lungo la quale si procede. Allo scendere all'interno del bosco si arriva al parcheggio, si prosegue la discesa su strada asfaltata.

In breve si giunge al Rifugio Montasio. Il percorso per navigatore svolta a destra, iniziando un tratto di sterrato all'interno della Foresta di Tarvisio con abeti secolari e attraversando il greto del Torrente Saisera, battuto e percorribile in mtb. La deviazione effettua un anello che riconduce in pochi minuti e senza grosso dislivello al prato antistante al Rifugio Montasio.
Si è di nuovo sulla strada asfaltata; si riprende la discesa verso il fondo della Val Saisera. Una divertente corsa porta al paese di Valbruna e quindi alla Ciclovia Alpe Adria.

Il grosso è fatto. La ciclabile è principalmente in discesa parallelamente al Fiume Fella, il quale offre belle viste sul suo greto e le rocce presenti. Le cime sovrastanti, i prati ed i boschi distraggono dalla distanza già percorsa.
Velocemente si scende lungo la Val Canale, giungendo al paese di Pontebba. Tre piccole salitine fanno proseguire lungo l'Alpe Adria, ora verso Sud nella Val Canal del Ferro.
Da notare le diverse cascate accanto alla pista ciclabile, oltre ai tratti nelle gallerie ed i ponti, ex ferroviari, con un fondo in rete che permette una vista del fiume sottostante dall'alto.
In prossimità del paese di Dogna si abbandona la ciclabile - segnata dal cartello. Si ripercorre quindi quanto fatto alla partenza, arrivando velocemente alla località Vidali.

Un percorso che offre viste indimenticabili, che ripagano indiscutibilmente la fatica fatta. Questa non è poca, in tutto sono 1150 m di dislivello in salita su 58 km di lunghezza. Durante l'inverno buonaparte del percorso è coperto da neve e chiuso al traffico, anche in mountain bike. Durante l'estate invece è tappa di notevoli escursioni alpinistiche e molto frequentato. Le stagioni consigliate sono quindi la primavera e l'autunno.

MTB Friuli ringrazia sentitamente Alessandro, Cristian, Dante, Fabrizio, Flavio, Mauro e Nirvano per la partecipazione.

Discesa dal Rif. Grego alla Val Saisera.

Mad on mud!

La prima parte della Val Dogna.

Salendo, si vede il sottostante ponte vecchio.

Arrivo al paese di Chiout.

Resti dei piloni della vecchia via a fune.

La purezza dell'acqua lungo la Val Dogna.

Una lunga serie di rivoli e cascate costeggiano il lato sinistro della salita.

La cima dello Jôf di Montasio.

Punta che non manca in tutto lo sviluppo della salita.

In prossimità della località Plan dei Spadovai.

Prati all'interno del bosco aprono la vista alle cime circostanti, come il Monte Piper e lo Jôf di Miezegnot nella foto.

Lo sterrato dalla Sella Sompdogna al Rifugio Grego.

Una prima ripida discesa per poi salire facilmente al rifugio.

La deviazione nella Val Saisera.

Guado all'interno del Torrente Saisera.

La Foresta di Tarvisio.

La maggiore d'Italia con conifere secolari che impressionano per la loro altezza.

Discesa dal Rifugio Montasio al paese di Valbruna.

Strada asfaltata sulla quale non si può non correre!

Il ritorno lungo la Val Canale.

Si pedala sulla Ciclovia Alpe Adria.